Studio Dentistico Dott. Barberis - Saronno (Varese)

 

Scheletrati: la protesi parziale aggiunta

Scheletrato con ganci         

Una protesi mobile scheletrata, è una protesi parziale rimovibile costituita da dei denti artificiali (che sostituiscono quelli mancanti), posizionati su una base di resina di colore simile a quello della gengiva, irrobustita da una struttura metallica. Questo tipo di protesi si connette ai denti naturali rimasti o con dei ganci o con degli attacchi di precisione.

 

Protesi mobile scheletrata con ganci

 

Scheletrato inferiore sul modello e come si vede in bocca

 

 

Scheletrato superiore sul modello e come si vede in bocca. Ganci visibili.

 

E' solitamente meno costosa rispetto alla protesi con attacchi di precisione, la sua realizzazione è più veloce. I ganci di metallo possono essere visibili quando si sorride. Inoltre, i denti naturali su cui poggiano i ganci, se non ricoperti da corone possono cariarsi; per questo motivo sono indispensabili visite di controllo regolari e un'igiene orale molto accurata.

 

Protesi mobile scheletrata con attacchi di precisione

 

Scheletrato superiore  in bocca. Notare l'assenza di ganci visibili. Estetica salva!

 

Gli attacchi di precisione offrono maggiore stabilità alla protesi rispetto ai ganci ed esteticamente non sono visibili. E' necessario, in questo caso, ricoprire i denti che supportano la protesi con delle corone o ponti in cui si inseriranno gli attacchi della protesi mobile scheletrata (si parla così di PROTESI COMBINATA, in quanto costituita da una parte fissa ed una che si toglie, lo scheletrato appunto). La realizzazione di questo tipo di protesi ha un costo maggiore e richiede più tempo della protesi mobile con ganci.

 

Perchè devo fare uno scheletrato anzichè un ponte?

   Per poter costruire un ponte è necessario avere un dente davanti ed uno dietro a quello mancante mancante. L'evenienza più frequente è la perdita dei molari per carie, quindi mancando il pilastro posteriore, esattamente come un ponte sull'autostrada, non si può più costruire.

Occorre quindi aggrapparsi ai denti residui e distribuire sull'osso dove una volta c'erano i denti i carichi masticatori, che sui molari arrivano a 100 chilogrammi.

 

Riuscirò a portare la mia nuova protesi scheletrata?

   Durante le prime settimane potreste sentire la vostra protesi come scomoda e voluminosa; man mano che vi abituerete, questi disagi diminuiranno. Inserire e togliere la protesi richiederà, inizialmente, un po' di pratica; può essere utile farlo davanti ad uno specchio. La protesi dovrebbe inserirsi con relativa facilità, evitate di forzarla portandola in posizione masticandoci sopra; ciò potrebbe curvarne o romperne i ganci o gli attacchi di precisione.

 

Riuscirò a mangiare con la nuova protesi?

   Inizialmente, mangiare con la nuova protesi richiederà un po'di pratica. Ecco alcuni accorgimenti:

Riuscirò a parlare normalmente?

   A volte è difficile parlare chiaramente quando mancano dei denti. Sostituendo i denti mancanti, una volta che vi sarete adattati alla nuova protesi, il vostro modo di parlare migliorerà. Inizialmente sarà infatti necessario un po' di esercizio. Leggete e ripetete a voce alta le parole più difficili, eventualmente davanti ad uno specchio. Giorno dopo giorno, vi abituerete alla nuova protesi e parlerete in modo sempre più chiaro e naturale.

 

Che manutenzione richiede lo scheletrato?

   La nostra nuova protesi scheletrata è molto delicata e può rompersi anche cadendo da pochi centimetri; quando la pulite, mettetevi sopra ad un lavabo riempito d'acqua o sopra ad un asciugamano piegato. Quando non portate la protesi riponetela in un luogo sicuro. Come i denti naturali, anche la protesi deve essere spazzolata dopo ogni pasto, in modo da rimuovere ogni deposito di cibo e placca. Esiste uno spazzolino apposito per protesi.

 

Spazzolino per protesi

 Niente dentifricio ma un buon sapone neutro devono essere usati per la pulizia della protesi, ma evitate di usare polveri abrasive o bicarbonato. La pulizia della protesi va eseguita fuori dalla bocca: sciacquatela in modo da eliminare i residui di cibo, poi con lo spazzolino bagnato applicate il sapone spazzolando gentilmente tutte le sue superfici, facendo attenzione a non danneggiarne ganci o attacchi. Quando non portate la protesi mettetela in un bicchiere d'acqua (non calda) poichè lasciar seccare la protesi o metterla in acqua calda può deformarla. L'impiego di apparecchi ad ultrasuoni o di pastiglie effervescenti, può costituire un valido aiuto per la pulizia della protesi ma non sostituiscono l'uso fondamentale dello spazzolino.

 

Quanto durerà il mio scheletrato?

   Con il passare del tempo, resina, denti ed attacchi o ganci della protesi mobile scheletrata, possono usurarsi fino a rendere necessaria la sostituzione della protesi. Osso e gengiva possono andare incontro a processi di riassorbimento, rendendo le arcate dentarie più sottili; la stabilità della protesi potrebbe così diminuire perchè troppo larga, provocando vesciche, infiammazioni e/o difficoltà masticatorie. In questo caso, per ridare stabilità ed aderenza alla protesi, sarà necessaria una ribasatura o, nei casi più gravi, il rifacimento della protesi. Ganci o attacchi della protesi necessitano di essere periodicamente controllati per verificarne stabilità e ritenzione.

Ricordati di fare un controllo almeno annuale al tuo scheletrato, durerà più a lungo e funzionerà meglio.

 

Cos'è la ribasatura?

   E' un procedimento che serve per ridare alla protesi la stabilità e l'aderenza che aveva appena fatta, le quali diminuiscono a causa del naturale riassorbimento di osso e gengiva nel tempo. Si effettua aggiungendo un sottile strato di resina alla parte di protesi in contatto con la gengiva, dopo aver rilevato un'impronta.

 

 

Quanto devo portare la protesi ogni giorno?

   Durante i primi giorni cercate di capire se la protesi fa male in qualche punto. Portarla a lungo all'inizio può essere poco confortevole, ma è il modo più veloce per abituarsi, ed eventualmente identificare quali sono i punti che necessitano di essere corretti. Infatti, quando la protesi esercita troppa pressione su un particolare punto, questo si infiamma, e possono insorgere piccole vesciche che forniscono così l'indicazione di dove la protesi necessita di essere ritoccata per adattarla alla vostra gengiva. Una volta superata la fase iniziale la protesi sarà parte integrante della vostra bocca e non darà più alcun fastidio.

 

 

Per i curiosi....un pò di storia dello scheletrato!

Nel XVIII secolo si cominciò a sviluppare la tecnologia delle protesi così come le conosciamo oggi. Furono due francesi a inventare dei ganci per fissare le protesi parziali ai denti rimasti. Allora si guardava soprattutto l'estetica e le protesi erano costruite da artigiani vari fra cui orafi e tornitori. I primi scheletrati furono delle placche stampate dalla "officina di fusione dentale" della Krupp, realizzata con una lega cromo/nichel; non ebbe sviluppo per i suoi costi. La tecnica si evolse poi con il contributo di odontoiatri statunitensi che adottarono la fusione in lega aurea nelle costruzione delle protesi. Nel 1929 incominciò la ricerca metallurgica che portò al brevetto "Vitallium". Sostituire il wolframio con il molibdeno aumentando così l'elasticità e il rafforzamento della lega, fu il passo decisivo nello sviluppo dello scheletrato. La nuova lega era molto elastica, con un peso specifico basso e non ultimo un costo notevolmente inferiore alle leghe auree fino ad allora usate. Per la sua qualità la lega al cromo/cobalto/molibdeno viene tutt'oggi usata.